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Persona dal blog Opere dell'ingegno

Le mie esperienze di lettura, ascolto e visione

orme arancioni su asfalto bagnato dalla pioggia

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Persona

La maschera dell’attore in teatro, lo strumento attraverso cui corre la voce, dal Latino sonat per, risuona attraverso.

pittura muraria in Siniscola raffigurante donna anziana con velo marrone chiaro sul capo, foto tagliata in modo da nascondere la bocca, ombra di spigolo e stelo di vite a destra

Una sorta di maschera, creata da un lato per fare un’impressione definita sugli altri, e dall’altro per nascondere la vera natura dell’individuo

scriveva Carl Gustav Jung nel 1953 in Two Essays on Analytical Psychology.

La magia delle luci di Sven Nynkvst, il direttore della fotografia, suggerisce un percorso di individuazione junghiano che – a differenza di quanto avviene nel teatro interiore di Dopo la prova – identifica in pochi tratti essenziali un incontro tra Anima e Ombra.

In assonanza con la mia visione interiore, per averla riconosciuta nei sogni (uno in particolare), l’archetipo dell’Anima è incarnato in Elisabeth, mentre l’infermiera Alma è la rappresentazione dell’Ombra.

Pochi ma significativi particolari costituiscono il valore estetico, in antitesi: la fronte scoperta e illuminata è l’attributo dell’anima Elisabeth – a volte circonfusa di un’aura – mentre la frangia sul volto prevalentemente oscurato di Alma identifica l’ombra.

Anche il colore dei copricapi – i cappelli di paglia delle prime scene all’arrivo alla casa al mare – è significativo, quasi fossero aure essi stessi: radiosamente chiaro quello di Elisabeth, scuro quello di Alma.

Se Bergman temeva di essere figlio non desiderato e proiettò questo timore tanto ne Il posto delle fragole nelle parole di Evald quanto in Persona, quale miglior modo di esprimerlo che affidarlo al silenzio di Elisabeth (il cui nome significa colei che giura per Dio)

… in principio erat Verbum, et Verbum erat apud Deum … et Verbum caro factum est, et habitávit in nobis…

… il silenzio che uccide la carne, che ne impedisce l’avvento sulla Terra.

Un incontro con l’anima e con l’ombra della persona, un individuo tagliato a metà – dalle stesse mani della madre che strappano la sua fotografia, la sua immagine – che trova ricomposizione nell’osmosi tra ombra e anima, non prima che l’anima positiva (la bellissima icona di Liv Ullmann mai così nobile, austera ed elevata) mostri il suo rovescio negativo, la strega del bosco, nel momento in cui Alma fa l’amore con suo marito.

Nei momenti inziatici notturni in cui Alma crede che Elisabeth le parli i gesti rivelano il travaso delle due entità: Elisabeth scopre – rimuovendole la frangia la fronte di Alma – il cui viso comincia a illuminarsi, mentre l’anima-Elisabeth perde l’aura e comincia a andare in ombra.

Il racconto della gravidanza indesiderata e dei ripetuti tentativi di aborto di Elisabeth – che l’incontro con l’ombra Alma hanno cominciato a far emergere alla coscienza – viene ripetuto, prima in una ripresa oggettiva e poi una soggettiva, ombra e anima si fondono in un unicum, formando la persona.

Ciò avviene nel momento in cui si simula la combustione della pellicola, si vede la riga che taglia a metà la figura di Alma che entra nel regno della luce, lo stesso artificio che costituisce lo spettacolo del ragazzo nel sipario che apre e chiude il film.


Informazioni sull'articolo

Persona e' stato pubblicato il 14 settembre 2019 alle 22:38 da Francesco nella categoria Cinema, Ingmar Bergman.
Ultima modifica: settembre 19, 2019.


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