Vai al menu sezioni pagina

La forma dell’acqua (film) dal blog Opere dell'ingegno

Le mie esperienze di lettura, ascolto e visione

orme arancioni su asfalto bagnato dalla pioggia

Sei su: Cinema > La forma dell’acqua (film)



La forma dell’acqua (film)

Il silenzio di Ingmar Bergman ha come tema di fondo l’incomunicabilità, che tende a risolversi a seguito di una viaggio di iniziazione, ma non senza il sacrificio di una vita.

piccola pozza d'acqua marina a Capo Comino, ovali di luce come rifletori tra rocce

L’immaginaria città di Timuka è percorsa da carri armati, nello scenario della guerra iniziata dalla volontà nazista come interiorizzata nell’inconscio del regista svedese e restituita in chiave onirica.

Uno scenario fatto di corridoi, una prigione al cui esterno gli unici punti di riferimento sono due locali di varietà comunicanti, un carcere fatto di percorsi, un dedalo da cui nasce il Danny di Shining di Stanley kubrick di 17 anni dopo.

Due sorelle e il bambino di una di loro, Johan, che sarà Danny.

Una è traduttrice, dovrebbe essere il medium di elezione, lo strumento di comunicazione tra mondi che non comunicano, invece vive l’incomunicabilità come malattia, e di quel male muore, lasciando come testamento un foglietto con su scritta una parola tanto magica quanto misteriosa, hadjek, anima.

L’altra è una giovane donna che non ha saputo e non sa governare la propria insoddisfazione, incarnazione di un’indifferenza che la accomuna alla sorella omosessuale – che morbosamente la spia – e che si chiama assenza di fantasia.

Queste considerazioni di Sergio Arecco nel saggio Ingmar Bergman, segreti e magie, mi fanno vedere le forti assonanze con il bel La forma dell’acqua di Guillermo Del Toro.

Ma mentre Bergman è antifreudiano, non rifugge il complesso e non mostra padri opprimenti la cui presenza opprime i suoi sogni, Guillermo Del Toro personifica un carattere genitoriale psicopatico nel livido funzionario Strickland, ambizioso e cinico.

Mentre in Bergman il cammino iniziatico, che – forse – risolverà l’incomunicabilità ha solo un principio, nel film di Del Toro si compie del tutto: l’interprete, la medium, Zelda ritrova il dialogo col marito, l’amico Giles non vince sulla sua solitudine, ma guadagna molte certezze e forse speranze, il sacrificio di Elisa celebra un’unione simbolica eterna tra opposti, tra aria e acqua, tra cielo e terra, in un canto di libertà che vince sulla routine delle lunghe carrellate nella prigione del laboratorio militare di Baltimora.


Informazioni sull'articolo

La forma dell’acqua (film) e' stato pubblicato il 16 marzo 2019 alle 18:27 da Francesco nella categoria Cinema.
Ultima modifica: marzo 16, 2019.


Commenti (0)

Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un commento

Con l'invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati unicamente per la richiesta in oggetto.
Consenso esplicito secondo il D.Lgs 196/2003.

Formulario di invio messaggi







vai al menu sezioni pagina


Menu di navigazione

vai al menu sezioni pagina