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A proposito di Schmidt dal blog Opere dell'ingegno

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A proposito di Schmidt

Giustamente definito un capolavoro, offre l’opportunità di vedere un Jack Nicholson dalla mimica facciale contenutissima, quasi statica, dall’allure flemmatico… non capita tutti i giorni…

nastro bianco arricciolato sulla spiaggia, ombre sulle ondine di sabbia, cielo con qualche nuvola sull'orizzonte a mezza altezza

Un personaggio attempato, grassoccio ma distinto a metà per il Jack Nicholson della maturità artistica.

Geniale manager nel campo delle assicurazioni, capace di prevedere i destini e operare proiezioni statistiche sugli archi temporali di vita di ciascuno grazie a modelli studiati minuziosamente: com’è alta la torre che ospita gli uffici della compagnia per cui ha lavorato una vita!

Una casa ampia, una famiglia compiuta e solida, l’orizzonte della perfezione come simboleggiata nella realizzazione delle riprese, perfette appunto.

Un evento celebrativo in occasione del suo pensionamento privilegio di pochi, l’obiettivo raggiunto di una figlia realizzata professionalmente e con poco tempo per tenere i contatti con la famiglia, una sorpresa al risveglio la mattina seguente: la moglie porta di fronte alla porta di casa – per la colazione a bordo – il costosissimo camper acquistato con i suoi propri soldi, promettendogli lunghi e numerosi momenti piacevoli.

Dunque tutto progettato e costruito con l’ausilio di proiezioni e algoritmi, ma contraddizioni profonde emergono nella vita notturna: chi è quella vecchia che abita nella sua casa?
Il futuro sposo della figlia non incontra il suo gradimento, le sue competenze sono immediatamente da parte da un nuovo manager che prende il suo posto, incompetente yuppie dalla faccia di cartone: solo scoprire un’associazione di volontariato in terra d’Africa e effettuare una piccola donazione gli apre uno scenario consolatorio e nuovo, quello della promessa simbolica non legata a dati tecnici e vincoli finanziari.

Ed è un attimo vedere i suoi papier in cui è contenuta una vita di lavoro finire in una scatola ed essere smaltiti, rimanere vedovo e offrire alla moglie deceduta solo una cassa economica, scoprire da vecchie lettere un suo tradimento e gettare tutti i suoi abiti in altre scatole per buttarli via.

Il mondo ordinato esplode, rifiuta il consiglio della figlia di chiedere un aiuto domestico, la casa cade nel disordine e nella disorganizzazione: non solo my home is in a box ma my life is in a box.

Sembra una buona idea ma ancor più è un moto irrefrenabile dello spirito partire, col camper, e raggiungere la famiglia, più per starle accanto quasi indesiderato che per celebrare le sue nozze, che vorrebbe anzi impedire: è la prima volta che si preoccupa delle sue scelte e della sua vita.

Scopre un mondo familiare disorganizzato, la nuova famiglia di Jeannie che ruota intorno a una futura consuocera due volte divorziata, Roberta, una grande Cathy Bathes.

Il nuovo genero non brilla per capacità imprenditoriali, ma una nuova luce illumina il percorso di Schmidt: il valore della promessa di ciò che non ha valore finanziario, quella della defunta moglie di tanti bei momenti a bordo del camper, quella di Jeannie al futuro marito Randall di felicità, quella di Roberta di una nuova famiglia che si prenderà cura di lui, la gratitudine del bimbo adottato a distanza Ndugu per la sua promessa di riconoscerne l’esistenza.


Informazioni sull'articolo

A proposito di Schmidt e' stato pubblicato il 8 marzo 2018 alle 21:26 da Francesco nella categoria Cinema.
Ultima modifica: marzo 9, 2018.


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