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Rashômon dal blog Opere dell'ingegno

Le mie esperienze di lettura, ascolto e visione

orme arancioni su asfalto bagnato dalla pioggia

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Rashômon

Un film di Akira Kurosawa del 1950, importantissimo per aver portato sullo schermo il tema della verità relativa e un gioco di scatole cinesi nella narrazione di un evento delittuoso.

figura umana sfocatissima e diafana su sfondo nitido di boscaglia con rami di pino

Per descrivere le impressioni della mia visione mi affiderò esclusivamente a autorevoli pareri di appassionati reperiti in Rete, riportati semplicemente, con la raccomandazione di visitare le pagine di provenienza, davvero interessanti.

La considerazione iniziale è ispirata dal commento di giansnow89 su filmtv.it:

Rashômon è un film talmente moderno e inconsueto che non ci stupiremmo affatto se trovassimo “Quentin Tarantino” alla voce regista al posto di “Akira Kurosawa”. Ha influenzato decenni di produzione cinematografica con il suo intreccio destrutturato e la sua diegesi a scatole cinesi

che fa riferimento nel descrivere la narrazione a

un triangolo, piuttosto statico (…) dei personaggi esterni al fatto, che ne discutono fra loro

e un

secondo triangolo (…) invece dinamico in maniera quasi stordente.

La trama è spiegata chiaramente da Stefano Capasso, ancora su filmtv.it:

Tra le rovine del tempio di Rasho un monaco, un pescatore e un vagabondo cercano riparo dalla pioggia e raccontano di una storia accaduta poco prima.
Un famoso bandito aveva assaltato un samurai, e dopo aver stuprato la moglie lo aveva ucciso. Davanti al tribunale ognuno esporrà una verità diversa.

Ognuno racconterà una versione diversa, spinto da motivi personali che riguardano la difesa del proprio onore. Pur di salvarlo arriveranno a raccontare una falsa verità. Questa drammatica presa di coscienza della situazione del momento, verrà solo nel finale in qualche modo riscattata dal gesto di umanità del pescatore, proprio quando la fiducia nell’uomo sembrava persa. In ogni persona c’è una parte di bene e di male, e riconoscerle entrambe è il difficile percorso che aspetta ad ogni essere umano.

Riflessioni che mi riportano all’idea della relatività della verità, con una fiaba che riporto integralmente da fruttitalia.it:

C’era una volta un villaggio i cui abitanti erano tutti ciechi.

Un giorno un principe straniero, che viaggiava sopra un elefante, si fermò davanti alle mura di questo villaggio, per una sosta durante il suo tragitto.

Tra gli abitanti si diffuse la voce della presenza del principe e di un animale straordinario, che essi non conoscevano. Così i cittadini decisero di inviare sei persone ad accogliere il principe e a toccare l’elefante, così che poi avrebbero potuto descriverlo a tutti gli altri.

Al loro ritorno, i sei ciechi furono accolti con impazienza e curiosità.

Il primo disse che un elefante è come un enorme ventaglio rugoso.
Aveva toccato le orecchie.

Assolutamente no,

intervenne il secondo

perché è come un paio di lunghe ossa.

Egli aveva toccato le zanne.

Ma proprio per niente!

esclamò il terzo

Un elefante assomiglia ad una grossa corda.

Aveva toccato la proboscide.

Ma cosa state dicendo? Piuttosto è compatto come un tronco d’albero!

replicò il quarto cieco, che aveva toccato le zampe dell’elefante.

Non capisco di cosa state parlando…

gridò il quinto cieco

… l’animale assomiglia ad un muro che respira.

Questi gli aveva gli toccato i fianchi.

Il sesto sentenziò fermamente

Non è vero nulla di tutto questo: un elefante è come una lunga e robusta fune.

Aveva toccato la coda.

Così i sei ciechi iniziarono a litigare, presi tutti dall’affermare ciò che avevano toccato.

Attirato dalle urla, il principe rimase in ascolto e, comprendendo che quella situazione era destinata a ripetersi all’infinito, prese la parola e sussurrò …

Tutti dicono una verità.
Ognuno sa cosa ha sentito ed è sicuro di ciò che ha toccato con mano.
Ma l’esperienza fatta è solo una parte della verità e solo ascoltandosi ognuno può andare oltre, comprendere la verità che cerca.


Informazioni sull'articolo

Rashômon e' stato pubblicato il 16 dicembre 2017 alle 17:29 da Francesco nella categoria Akira Kurosawa.
Ultima modifica: dicembre 17, 2017.


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