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A face in the crowd dal blog Opere dell'ingegno

Le mie esperienze di lettura, ascolto e visione

orme arancioni su asfalto bagnato dalla pioggia

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A face in the crowd

Considerando l’anno di produzione del bel film di Elia Kazan, il 1957, non posso fare a meno di vedere la vicenda dipanarsi sull’onda dei primi successi di Elvis Presley e del fenomeno culturale che rappresentò.

particolare di pittura muraria in Siniscola raffigurante bambina che guarda tra barre di inferriata di balcone

Ma trovandomi su un percorso di letture e ascolti junghiani la lettura è inevitabilmente più orientata alla psicanalisi, con un poco di fantasia, sicuramente.

Tra gli studiosi di Carl Gustav Jung c’è chi sostiene che incontriamo la nostra anima o il nostro animus quando siamo pronti ad incontrarlo: si tratta del simbolo condiviso, l’archetipo dalla forma umana che si incarna in una persona del sesso opposto.

E così un viso si stacca dalla folla, come nel titolo del film, quasi incorniciato, e si dispone a specchiarsi nell’altro:

face to face

sembra essere un’espressione chiave nel film, centrale in una scena forte di un momento decisionale.

Ho trovato molto interessante e anch’esso centrale il personaggio di Marcia Jeffries interpretato da Patricia Neal, che presenta una apparente dualità di stereotipi, due opposti che nel fluire della vicenda tendono all’unione: talent scout conduttrice radiofonica scaltra e senza scrupoli, consumata frequentatrice di varia umanità ma contemplatrice ingenua e fragile creatura fatta d’amore, capace di languori inattesi, icona di lealtà e fedeltà.

I due poli maschili con cui Marcia si confronta continuamente sono l’animalesco e irrazionale – ma talentuoso e carismatico intrattenitore – Larry Rhodes impersonato da un grande Andy Griffith e un ponderato e rflessivo Mel Miller (Walter Matthau), consapevole analista del destino di Rhodes e profeta in questo senso.

Marcia trova un momento di equilibrio nel finale, lasciando alle sue grida infantili di sopravvivenza e di ricerca di amore “Lonesome” Rhodes, il suo animus non integrato, allontanandosi in taxi con l’animus integrato Miller in un paesaggio metropolitano che restituisce il senso della giungla, dove lampeggia compulsivamente la scritta dell’insegna della Coca Cola.

Vivamente consigliato il saggio in video di Gregory Austin McConnell sull’interpretazione di Andy Griffith.

L’immagine che decora questa pagina è un particolare della pittura muraria di Baingiu P. raffigurante una famiglia composta da padre, madre e bambina in costume sardo al balcone, visibile in Via Sassari a Siniscola.


Informazioni sull'articolo

A face in the crowd e' stato pubblicato il 14 novembre 2017 alle 18:57 da Francesco nella categoria Cinema, Elia Kazan.
Ultima modifica: novembre 15, 2017.


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